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Cronaca di una Transumanza

Cavalli del Bisbino > Le transumanze > La prima grande transumanza del 29.05.10

MANIFESTAZIONI/PROPOSTE/CORSI

30 KM IN UN SOLO GIORNO

È bastato un solo giorno, contro ogni aspettativa, per portare a termine la fase conclusiva di 18 mesi di duro lavoro. Adesso i
Cavalli del Bisbino hanno una nuova dimora, un ampio e stupendo territorio in Valle d'Intelvi (l'Alpe Pesciò e l'Alpe Squadrina), dove trascorrere le prossime primavere con i loro piccoli e ripararsi dal sole estivo all'ombra di una magnifica pineta.
La squadra di
Giacche Verdi, che ha organizzato, pianificato e guidato l'intera operazione, è stata brillantemente assistita da 60 volontari, italiani e svizzeri che, precedendo i cavalli, hanno ostruito le vie di fuga, muovendosi come due lunghe braccia, quasi a voler avvolgere l'intero branco per condurlo fino alla meta con la determinazione e la passione di chi, per questi magnifi cavalli, nutre un amore immenso. Una grande motivazione e il desiderio di vederli pascolare liberamente hanno dato a tutti, uomini e cavalli, la necessaria forza per affrontare il percorso, lungo e impervio, che separa la vetta del Bisbino dal Monte Generoso.


La transumanza dei cavalli del Bisbino






Associazione
Cavalli del Bisbino
Il Presidente
Mariachiara Lietti

CRONACA DI UNA GIORNATA INDIMENTICABILE- LA TRANSUMANZA DEI CAVALLI DEL BISBINO

Pianificata per essere eseguita in due giorni, a piedi, con sosta notturna a Pian d'Alpe, ospiti insieme ai cavalli della omonima trattoria, la transumanza dei Cavalli del Bisbino è stata eseguita, contro ogni previsione, in un solo giorno. Le soste, per far mangiare e abbeverare i cavalli e far riposare i 4 puledrini presenti nel branco, hanno consentito agli uomini di riprendere fiato e di disporsi al meglio per affrontare il tratto successivo.
Graziano Soldati (Giacche Verdi di Lanzo d'Intelvi), esperto cavaliere e grande conoscitore dei sentieri Intelvesi, ha scelto e contrassegnato l'intero percorso rendendolo individuabile anche al meno esperto dei volontari. Insieme a Pierfranco Tonolli, capo gruppo del G.O.L. Intelvese (per noi amici "l'uomo che sussurrava ai cavalli"), Rodolfo Arienti (G.O.L. Intelvese), nostro responsabile di Protezione Civile, affiancati da Cristina Gusmeo, responsabile OIPA di Como, hanno spinto il branco percorrendo a piedi l'intero tragitto. A determinare la riuscita dell'operazione, oltre al grosso numero di volontari, è stato il supporto di tre centauri che, in sella alle loro moto da trial, hanno raggiunto e ricomposto il branco ad ogni tentativo messo in atto per riguadagnare il Bisbino.
La squadra di Giacche Verdi del Gruppo locale Intelvese è stata coadiuvata dai colleghi di Besate (MI)
Gruppo Parco del Ticino (Resp. Daniele Scocchia) e di Borno (BS) Gruppo Valcamonica (Resp. Martino Filippi), nonché dagli amici della Protezione Civile di Ronago, coordinati dal responsabile Ugo Falchi, a cui va rivolto un particolare ringraziamento per l'efficienza e la professionalità dimostrate. La totale copertura radio, necessaria per l'assenza del segnale GSM, ha garantito una comunicazione chiara e costante tra i capi squadra favorendo il flusso delle informazioni tra la testa e la coda della carovana. In fondo a tutti, a chiudere il corteo, i mezzi della Protezione Civile, delle Giacche Verdi, della Polizia Provinciale con a bordo la Veterinaria, dr.ssa Mariachiara Lietti, Presidente dell'Associazione Cavalli del Bisbino Onlus e un mezzo speciale (Unimog) messo a disposizione da un volontario svizzero. Gli automezzi carichi di tutto il necessario per il soccorso e l'approvvigionamento sono stati utilizzati anche per lo spostamento rapido delle squadre: con grande destrezza hanno percorso sentieri e mulattiere, all'apparenza impraticabili, superando ostacoli di ogni genere.
Grosse difficoltà alla partenza, prevista per le ore 6.30, per il continuo smembramento del branco. Lasciata finalmente la vetta del Bisbino sono stati guadagnati rispettivamente i rifugi Bugone e Murelli. Uno dei punti più critici si è dimostrato, come da copione, l'imbocco del sentiero che dall'Alpe di Carate conduce al rifugio di Binate. Una volta fuori dal loro territorio, i cavalli sono stati condotti in direzione Crocette e quindi, costeggiando il Sasso Gordona, a Pian Perla (rifugio Prabello) per giungere, sotto una pioggia scrosciante, alle ore 13.00, a Pian d'Alpe. Atteso da una trentina di volontari, dalla stampa e dalla televisione, il branco è stato prontamente circondato e controllato al centro di un grande prato. Pane secco, mele, carote e acqua hanno dato carica sufficiente ai cavalli tale da consentirgli, dopo una sosta di 30 minuti, di riprendere la marcia fino a destinazione. Decisione presa all'unanimità su proposta di Graziano. Tutti i volontari, sebbene sfiancati dalle difficoltà incontrate e dal terreno impervio del 1° tratto, senza perdersi d'animo si sono diretti lungo un sentiero che si addentra nel bosco fino alla mulattiera che, da località Garolza, territorio di Casasco d'Intelvi, conduce alla Bolla del Gallo, tra l'Alpe Grande e Capanna Bruno. La stanchezza, le fiacche ai piedi e le ginocchia spezzate non hanno fermato nessuno e con determinazione il branco è stato condotto su per la mulattiera che conduce a Orimento. Da lì, lungo il sentiero che conduce al Monte Generoso, dopo due ore, esattamente alle 19.00, un urlo di soddisfazione è riecheggiato sulle cime circostanti l'Alpe Pesciò e lacrime di gioia, impossibili da trattenere, hanno solcato il viso di parecchi di noi. Salutati i cavalli e fatte le foto un 'altra ora e mezza è stata necessaria per il ritorno a Orimento dove, salito sui mezzi, l'intero gruppo di volontari si è diretto verso il ristorante per il meritato pasto. Un brindisi, tanta emozione, i meritati applausi e i dovuti ringraziamenti hanno abbassato il sipario su una delle più belle storie dei nostri luoghi e sicuramente su una delle esperienze più affascinanti che si possano vivere.

Francesco Mazza



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